Hollywood autocritica oscar
Condivisibile in pieno quanto scrive Roberto Cataldi:
"Il cinema non è soltanto tecnica, spettacolo e divertimento...
Il suo legame profondo con il contesto sociale in cui nasce lo rende il mezzo principale di interpretazione di quei modelli morali destinati in qualche modo a diventare norma. Per tutto il tempo che trascorriamo nel buio di una sala cinematografica possiamo avvertire l'esistenza di un insieme di "valori condivisi", che portano la platea a schierarsi dalla parte di ciò che all'unisono si percepisce come "giusto" o "buono"... Se è vero… che il cinema riflette la società ed è, anzi, da essa stessa plasmato, dobbiamo altresì riconoscere che un film può contribuire a formare nuovi valori e a metterne altri in discussione".
Parole che spiegano quanto sia importante che Hollywood sovente metta in discussione credenze e valori di tanta parte della società statunitense.
L'elenco di film nei quali il cinema americano fa autocritica è sterminato… ma vorrei ricordarne due in particolare.
Il buio oltre la siepe (1962), il film più importante di Gregory Peck, giustamente premiato con l'Oscar (miglior personaggio "buono" della cinematografia americana in un recente sondaggio promosso dal prestigioso American Film Institute) .
Diretta da Robert Mulligan, la pellicola (coraggiosa e incalzante) descrive efficacemente la provincia americana intollerante e razzista.
Lontano dal Paradiso (2002): il film di Todd Haynes si svolge negli anni Cinquanta e affronta due problemi non ancora superati, miscegenation e omosessualità.
Acuta analisi che mostra la falsità del mito dell'innocenza americana, della mistificante autorappresentazione che gli Americani danno della propria storia.
by CinemaLeo
Quando Hollywood fa autocritica
Etichette: autocritica, cinema francese, critica cinematografica, Gregory Peck, Hollywood, Oscar, video-recensione
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1 commenti:
Stò effettuando il solito giro per passare un salutino a tutti gli amici di cui ho linkato il blog. Ciao da Maria
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