"L'ultima missione" di Oliver Marchall

Oliver Marchal (ex-poliziotto, produttore, sceneggiatore, attore) dirige il suo terzo film (dopo "Gangster" -inedito in Italia- e "36 Quai des Orfevres"), ancora una volta un polar (genere tipico di tanto buon cinema francese, una mistura originale di thriller poliziesco e noir).
"L'ultima missione" centra la sua attenzione non tanto sull'azione quanto sui drammi e tormenti dei vari personaggi, tutti esseri fragili consumati dal dolore e dai traumi più diversi che la vita infierisce loro.
Una trama dai molteplici risvolti che ricorda più una tragedia greca che un classico giallo, un film teso e cupo da evitare se lo stomaco non è abbastanza forte.
Splendido e dissacrante ritratto di una Marsiglia che è metafora di un mondo senza morale e senza speranza, in cui il peso della vita diviene quasi insopportabile.
Totale il coinvolgimento dello spettatore dinanzi a uno spettacolo spesso disturbante e che fa riflettere sul tipo di società che abbiamo creato (e che subiamo).
Bravissimi e convincenti tutti gli attori, da applauso come non mai Daniel Auteuil nel non facile ruolo di un uomo profondamente ferito più nell'anima che nel corpo.
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