film Cannes politica Andreotti mafia
Sembra una tragedia greca o un film dell'orrore la nuova opera di Paolo Sorrentino che giustamente Cannes ha premiato: un lavoro che fa onore al nostro cinema e riprende quel filone di denuncia civile e politica che in passato ci ha reso famosi in tutto il mondo. Coraggioso nell'analizzare pubblico e privato di una leggenda vivente dall'indecifrabile volto di pietra, mirabile nel ritrarre l'Italia di ieri (da cui dipende tanta Italia di oggi) e il tutto miscelando sapientemente finzione e realtà, ipotesi e documentazione.
Un film che emoziona e coinvolge come pochi, che intelligentemente invita alla discussione più accesa. Si esce dalla sala ponendoci inquietanti interrogativi sulla Nostra società e con un positivo e salutare mix di sensazioni e di sentimenti che vanno dall'indignazione al malessere all'angoscia...
Moltissime le sequenze che rendono questo lavoro indimenticabile: dal monologo di Servillo che si confessa con sguardo fisso in camera alla sconvolgente parata di morti eccellenti, dalla struggente scena in cui protagonista e consorte assistono a un concerto in televisione alla efficacissima carrellata dei notabili democristiani, dalle emblematiche passeggiate solitarie alle rosse didascalie che ruotano intorno ai personaggi…
Sarcastico surreale grottesco, "Il Divo" rasenta il capolavoro non solo per il suo contenuto ma anche per gli aspetti più strettamente cinematografici: una geniale colonna sonora (che spazia da Vivaldi a Renato Zero) in completa sinergia con le immagini, fotografia e scenografia al di sopra di ogni elogio, montaggio febbrile, inquadrature e movimenti di macchina che ricordano la migliore tradizione espressionista…
E che dire del cast? Raramente un film italiano ci ha regalato un tale complesso di attori, uno più bravo dell'altro, perfettamente calati nel ruolo affidato loro: andrebbero tutti premiati, nessuno escluso. Giganteggia naturalmente quel mostro di perfezione che è Toni Servillo: una performance la sua che rimarrà nell'albo d'oro della cinematografia internazionale.
"Il Divo", di P. Sorrentino
Etichette: Andreotti, cannes, cinema italiano, da vedere, politica, video-recensione
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