
Inspiegabile l’assenza agli Oscar di questo film (bello e importante) e del suo protagonista che ci regala forse la sua migliore performance come attore (assenza dovuta alle polemiche suscitate in America per come Eastwood rappresenta la comunità asiatica e per come affronta il problema religioso?).
Giustamente la stampa di tutto il mondo parla di “capolavoro”.
Il grande Clint Eastwood affronta argomenti scomodi proponendo soluzioni oggi (purtroppo) non molto popolari. Tante le tematiche affrontate: il rapporto generazionale, la solitudine, la vecchiaia, l’amicizia, l’amore, la colpa e l’espiazione, la morte… e il tutto amalgamando mirabilmente malinconia e ironia, gioia e dramma. Un film massimamente equilibrato, asciutto, intenso. Appassionante ed emozionante.
Analisi di un’american dream ormai svanito (ma di cui lui sente l’impossibilità di rinunciarvi), ritratto di un’America fortemente amata ma fustigata senza ipocrisie, il film risulta un lavoro, contemporaneamente, semplice e complesso che si pregia di un messaggio dalla grande forza morale: la necessità di rispetto reciproco, di apertura nei confronti di chi sembra diverso…
Intelligentemente il film non cade nella favola buonista: come ogni essere umano “il diverso” ha luci ed ombre, l’importante è non giudicarlo per il gruppo a cui appartiene, ma per se stesso (e così il messaggio di accettazione appare più concreto e convincente).
Clint Eastwood è magistrale nel delineare, senza forzature e con grande naturalezza, il mutamento del suo personaggio: se veramente smetterà di recitare (come più volte ha dichiarato), questo sarà il commiato migliore.
Gran Torino coinvolge come poche opere. Stimola alla riflessione e alla discussione (merce sempre più rara sul grande schermo… e non solo): quale merito maggiore?
Forte, bellissimo, struggente e ricco di significati… il finale.
ps
La canzone dei titoli di coda è veramente splendida, da non perdere. Scritta da Eastwood con il figlio Kyle e Michael Stevens, è cantata da lui stesso e da Jamie Cullum.
Kowalski, (il nome del personaggio interpretato da Eastwood) è ispirato al protagonista di Un tram che si chiama desiderio interpretato da Marlon Brando.
(by CinemaLeo)
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1 commenti:
Sono d'accordo è un film magnifico, come quasi tutti quelli in cui Eastwood ha partecipato ed ha fatto. Io credo che Clint voglia ire addio al suo publico con questo film. Da vedere assolutamente. Un vero capolavoro
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